Uno studio sul «Federalismo finanziario», fatto proprio dalla Conferenza dei Parlamenti delle Regioni d’Europa (Calre) nell’ultima sessione di Bilbao, evidenzia come gli Stati federali abbiano costi di funzionamento inferiori (0,564 contro una media europea dell’1,000) rispetto a quelli centralisti.
Il documento mette in mostra le grandi potenzialità dei modelli che prevedono sistemi fiscali e legislativi federali, dove in particolare la Svizzera rappresenta un esempio da seguire.
Nella Confederazione elvetica ognuno dei 26 Cantoni – in qualità di Stato membro – gode di ampia autonomia, ha un proprio sistema scolastico e un proprio corpo di polizia. L’imposta federale è diretta e uguale per tutto il territorio nazionale. Mentre l’imposta fiscale varia a seconda del Cantone e del Comune, per cui vi è anche molta competitività poiché – com’è naturale – le persone e le imprese tendono a stabilirsi dove si paga meno tasse.
La Repubblica Federale di Germania è costituita da 16 Länder, simili alle nostre Regioni, che però hanno una propria Costituzione, un’ampia sovranità e molti diritti di autonomia fra cui, pure qui, scuola e polizia.
Il rapporto Doing Business 2008 elaborato da World Bank (www.doingbusiness.org), che valuta la capacità dei singoli Paesi di favorire o inibire l’attività imprenditoriale (misurando l’apparato amministrativo, organizzativo, fiscale, legale, economico e finanziario), conferma l’efficacia dei sistemi federali collocando la Svizzera al 16° posto (su 178 Stati), il Belgio al 19°, la Germania al 20°, l’Austria al 25°. L’Italia è 53esima, seguita in Europa solo da Slovenia (55esima), Repubblica Ceca (56esima), Polonia (74esima) e Grecia (100esima).


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