L’Italia si colloca al 40° posto nel mondo per livello di competitività dietro a Paesi come Lettonia e Thailandia. A livello europeo siamo davanti solo alla Grecia. I dati emergono da un rapporto del centro di ricerca della rivista The Economist.
Secondo il periodico la situazione italiana può però migliorare con il Federalismo fiscale: una maggiore autonomia tributaria delle Regioni, se ispirata al principio della responsabilità (secondo cui il cittadino paga per ottenere un servizio, ne controlla l’erogazione ed esige la qualità dello stesso), renderà il servizio più efficiente.
Su 100 euro di entrate tributarie nel nostro Paese ben 77,7 vanno all’Amministrazione centrale e solo 22,3 agli Enti locali. In termini reali, a fronte di 459,8 miliardi di euro di entrate totali registrate nel 2007, all’Erario ne sono andati 357,1 e alle Amministrazioni locali soltanto 102,7.
Il centralismo fiscale italiano si traduce in una pressione tributaria di quasi 6 punti superiore alla federale Germania (il cui governo centrale assorbe meno del 50% di quanto versato dai contribuenti) e di 5 punti più alta della Spagna (che ha entrate centrali intorno al 55%).


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