La certificazione ISO9001, vorrebbe attestare che una società, oppure una ditta opera con un sistema di qualità ed è in grado di rispondere in modo efficace ed efficiente alle esigenze dei suoi committenti. In realtà è un sistema macchiavellico per costringere le aziende ad investire cifre notevoli per ottenere documentazione inutile.
La possiamo definire inutile poiché in realtà non certifica la reale qualità del prodotto/servizio, ma solo l’intenzione di seguire procedure standardizzate. Comunque questo consente, con la complicità di importanti organizzazioni, ad altre realtà di vivere costringendo numerose imprese a certificarsi, altrimenti queste non saranno in grado di lavorare per altre già inglobate in questo circolo vizioso.
Se ricerchiamo sulla Rete informazioni a riguardo, troviamo solo certificatori della qualità che elogiano questo strumento. Ovviamente vivono di quello, non vi potrebbero certo dire, che tutto ha avuto origine per creare nuovi posti di lavoro in un precedente periodo di crisi. Quindi per impiegare le nuove masse di potenziali disoccupati si generò la macchina della certificazione, obbligando (come sempre) tutte le imprese a prendervi parte. Tecnicamente funziona come la ruota della macina a cui si legano i muli per farla girare, più muli si hanno a disposizione, più la macina gira e produce.
Chi possiede uno spirito curioso, che non si ferma alle apparenze, con semplici ricerche potrà verificare cosa si nasconde dietro. In realtà nell’amministrazione dei più accreditati enti certificatori si trovano importanti multinazionali operanti in numerosi settori, che introitano invisibilmente, oltre che sui prodotti finali, anche sui fornitori stessi, obbligandoli a certificarsi, a loro volta, presso quel dato ente certificatore. Non riconoscendo la certificazione proveniente da altri. Ovvio… ognuno ha un proprio concetto di qualità, come di guadagno.
Il primo passo che un’azienda deve fare per certificarsi è il dotarsi di un sistema, che rispetti i principi di documentabilità e tracciabilità dei processi e/o attività, sistema che sarà oggetto di una verifica da parte di un ente preposto al rilascio del certificato di conformità alla normativa.
La certificazione ISO9001 si limita solo ad attestare, che i processi e le attività propri di una impresa sono conformi ai principi della norma stessa, e che sono documentate e rintracciabili in ogni loro parte.
Secondo questo ragionamento, un’azienda certificata è automaticamente considerata affidabile. Ci si deve certificare per accedere agli appalti più importanti, infatti la certificazione ISO9001 è un requisito indispensabile per parteciparvi. Se non entrate nell’ingranaggio vi costringono a restare fuori a guardare.
Per aprire una parentesi, gli edifici pubblici crollati in Abruzzo, ovviamente sono stati costruiti da imprese certificate, ma ad un esame seguente al crollo, si è scoperto che non hanno impiegato le corrette proporzioni di sabbia e cemento. Eppure erano imprese certificate, fornivano servizi di qualità certificata… ma solo in apparenza. Perché nessuno ha ritirato la licenza ai loro certificatori?
Questa è la dimostrazione evidente, che la certificazione ISO9001 è una totale perdita di tempo e di denaro, utile solo per alimentare una complessa struttura di certificatori, che vivono sulle spalle delle imprese.
Ovviamente una volta raggiunta, la certificazione non è permanente; ma è soggetta a verifiche periodiche da parte degli enti preposti. In questo modo essi hanno la certezza di garantirsi un’introito sicuro anche negli anni a venire. Inoltre i costi sono oggettivamente elevati e consentono un ottimo margine di guadagno. A questo punto, visto che in apparenza si tratta di un elemento così indispensabile (solo secondo gli stessi certificatori), perché non si abbassano i costi per renderli accessibili a tutti? Inoltre perché si deve pagare per venire certificati? Già vengono richiesti balzelli per iscrizioni di vario genere (Registro Imprese, Camera di Commercio, etc.), dovrebbero essere le stesse istituzioni ad interessarsi di certificare gratuitamente gli iscritti. Invece di proporgli subdolamente di farsi certificare da organizzazioni esterne di loro fiducia.
Quindi un’impresa certificata ISO9001 “autocertifica”, che un proprio prodotto/servizio immesso sul mercato risponda a determinate specifiche e che tutte le fasi relative alla sua realizzazione siano verificabili.
Ora la domanda è questa… ma se ci si autocertifica, perché si devono pagare terzi per verificare quello che viene autocertificato? Quando ci si presenta all’anagrafe con una documentazione di autocertificazione, lì nessuno impone spese aggiuntive di verifica, poiché in caso di dichiarazioni mendaci si risponde di quanto affermato davanti alle autorità. Cosa si nasconde dunque dietro questo sistema? Chi ha interessi in questo business milionario? Perché le associazioni di categoria, pagate profumatamente per tutelare, se ne infischiano, anzi spingono con offerte allettanti gli iscritti ad entrare in questo circolo vizioso? Forse è venuto il momento di “tirare fuori la testa dal tornio” ed iniziare a porsi alcune domande…


Per lavorare ti costringono a pagare altrimenti non pui partecipare ai bandi di concorso. La qualità della produzione è invariata, solo i soldi buttati in carta inutile è aumentata.