La PEC gratuita ci costerà 50 milioni di euro

La tanto annunciata PEC gratuita per tutti costerebbe in realtà all’erario (e quindi alla popolazione intera) ben cinquanta milioni di euro. Il bando di gara  pubblicato sulla Gazzetta delle Comunità Europee riporta l’articolo di legge istitutivo della PEC gratuita, che contiene il seguente testo: “Dall’applicazione delle disposizioni introdotte dal presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica…” e prosegue “…Oltre alla spesa di 50 milioni di Euro che verranno ripartiti tra tutti i cittadini, quelli che vogliono o non vogliono la PEC”.

La PEC è uno standard puramente italiano ed affinché la procedura prevista vada a buon fine, è richiesto che da entrambi i lati (mittente e destinatario) si disponga di una casella di Posta Elettronica Certificata. Altrimenti inviando un’email da un account di posta “non PEC” ad un account PEC il sistema ricevente potrebbe generare un messaggio di errore, definita anomalia di trasporto. Sarà comunque possibile leggere o rispondere al messaggio, ma esso non possiederà alcun valore giuridico, visto che non è possibile il reciproco scambio fra sistemi PEC.

L’utente che voglia registrare una propria casella PEC, si deve rivolgere ad appositi gestori, il cui servizio è certificato dal Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione (CNIPA).

La funzione primaria della PEC è quella di andare a far fronte alle problematiche che una tradizionale raccomandata A/R non è in grado di adempiere: la certezza della consegna, il non ripudio della ricezione e la possibilità di stabilire con precisione data ed ora di consegna.

This website uses IntenseDebate comments, but they are not currently loaded because either your browser doesn't support JavaScript, or they didn't load fast enough.

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.