Nel progetto di ricerca LifeHand, presentato presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma, per la prima volta al mondo un paziente amputato della mano sinistra è riuscito a realizzare movimenti con una protesi biomeccatronica a cinque dita indipendenti. Il controllo della protesi è avvenuto utilizzando unicamente impulsi cerebrali trasmessi attraverso elettrodi neurali impiantati nei nervi del paziente.
I laboratori del Polo Valdera della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa hanno sviluppato la mano biomeccatronica. Il collegamento al sistema nervoso del paziente è avvenuta tramite elettrodi tf-LIFE (Germania), con un intervento chirurgico avvenuto alla fine del 2008. Non vi sono rischi legati alla biocompatibilità dei materiali utilizzati per gli elettrodi.
Nelle quattro settimane successive all’intervento, il paziente ha imparato a utilizzare progressivamente la mano con il gruppo di neurologi e bioingegneri riuscendo a compiere tutti i movimenti obiettivo della sperimentazione.
Finanziato nell’ambito del VII Programma quadro dell’Unione Europea, LifeHand attinge a ricerche avviate fin dal 2003, nell’ambito del programma NEUROBOTICS.
Nei prossimi anni la tecnologia di arti artificiali diverrà una interessante fonte di sviluppo per il settore meccatronico. La difficile situazione attuale invita le imprese a riorganizzare le risorse in vista di settori più promettenti.
Per maggiori informazioni: http://www.unicampus.it/lifehand/pagina-banner


0 users responded to this post
1 Pingback & Trackback On This Post
Sorry you must register to comments in this post